mariobronzino
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Sveva - A Sveva ho dato il cuore e il cuore si da a chi si ama.
Io sono uno stronzo, tu la mia vita. Grazie di tutto ciò che fai, mi dai il valore che non ho.
Ti amo.
P.S. ricorda di buttare i mobili marroni.
Mario.
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Sveva
A Sveva ho dato il cuore e il cuore si da a chi si ama.
Io sono uno stronzo, tu la mia vita. Grazie di tutto ciò che fai, mi dai il valore che non ho.
Ti amo.
P.S. ricorda di buttare i mobili marroni.
Mario.
Martina - Jenuary 18, 2020 - 18 gennaio 2020.
Lei é Martina, mia collega da due anni. Eppure credo di averla conosciuta il 18 gennaio 2020, durante un'intervista che le ho fatto.
Il giorno prima, contro la sua volontá, é stata intervistata su tutto ció che é piú intimo e personale, nel peggiore dei modi. Senza tatto. Senza delicatezza. Tutti siamo usciti disturbati e infastiditi da quell'intervista. Non per le cose dette, ma per i modi utilizzati.
Il giorno dopo decido di continuare la tortura di Martina davanti ad una videocamera, intervistandola nuovamente. Eppure, dopo i primi minuti, sia io che lei avevamo dimenticato di essere ripresi e osservati da altri 20 colleghi. Il mondo era in silenzio. Solo io, lei e tanta sensibilitá.
L'intimitá degli argomenti era altissima, eppure eravamo sereni. Felici.
Alla fine dell'intervista, ho abbracciato Martina e il resto della gente era in lacrime per tutto ció che era successo, per tutto ció che si era creato in quella stanza.
Giorno 18 gennaio 2020, ho conosciuto Martina, collega che stimo e rispetto tantissimo. Lei ha lasciato qualcosa in me e forse io qualcosa in lei...o se non io, quel giorno di vita.
Grazie per averlo tatuato. Grazie per ricordarlo. Io non potró mai dimenticarlo!
Un grosso abbraccio.
Mario.
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Martina - Jenuary 18, 2020
18 gennaio 2020.
Lei é Martina, mia collega da due anni. Eppure credo di averla conosciuta il 18 gennaio 2020, durante un'intervista che le ho fatto.
Il giorno prima, contro la sua volontá, é stata intervistata su tutto ció che é piú intimo e personale, nel peggiore dei modi. Senza tatto. Senza delicatezza. Tutti siamo usciti disturbati e infastiditi da quell'intervista. Non per le cose dette, ma per i modi utilizzati.
Il giorno dopo decido di continuare la tortura di Martina davanti ad una videocamera, intervistandola nuovamente. Eppure, dopo i primi minuti, sia io che lei avevamo dimenticato di essere ripresi e osservati da altri 20 colleghi. Il mondo era in silenzio. Solo io, lei e tanta sensibilitá.
L'intimitá degli argomenti era altissima, eppure eravamo sereni. Felici.
Alla fine dell'intervista, ho abbracciato Martina e il resto della gente era in lacrime per tutto ció che era successo, per tutto ció che si era creato in quella stanza.
Giorno 18 gennaio 2020, ho conosciuto Martina, collega che stimo e rispetto tantissimo. Lei ha lasciato qualcosa in me e forse io qualcosa in lei...o se non io, quel giorno di vita.
Grazie per averlo tatuato. Grazie per ricordarlo. Io non potró mai dimenticarlo!
Un grosso abbraccio.
Mario
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Mio fratello, sa di casa. - Giulio, mio fratello, odora di casa.
Dovevo per forza ritrarlo con casa nostra alle spalle, dove torno e posso riabbracciarlo.
Sono qui, ti voglio bene.
Mario.
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Mio fratello, sa di casa.
Giulio, mio fratello, odora di casa.
Dovevo per forza ritrarlo con casa nostra alle spalle, dove torno e posso riabbracciarlo.
Sono qui, ti voglio bene.
Mario.
Mia madre si spoglia. - A mia madre.
Alla sua eleganza e alla sua forza.
Al suo sorriso e alle sue lacrime.
Mai nessuna sarà bella come te, che torni tardi da lavoro, stanca, a volte piangendo, a volte sorridendo. 
Il mio solo obiettivo è darti, prima o poi, ciò che non hai avuto.
Hey ma...Grazie!
Mario.
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Mia madre si spoglia.
A mia madre.
Alla sua eleganza e alla sua forza.
Al suo sorriso e alle sue lacrime.
Mai nessuna sarà bella come te, che torni tardi da lavoro, stanca, a volte piangendo, a volte sorridendo.
Il mio solo obiettivo è darti, prima o poi, ciò che non hai avuto.
Hey ma...Grazie!
Mario
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Dall'India al Cielo.
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Dall'India al Cielo.
"Tutti devoti, tutti!"
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"Tutti devoti, tutti!"
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L'identità che non hai.
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L'identità che non hai.

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